L’acqua attraversando i vari strati di terreno, o più semplicemente stando a contatto con le rocce della crosta terrestre, si arricchisce di alcuni minerali facilmente solubili. La concentrazione di tali minerali discioli, costituisce la durezza dell’acqua.
Più precisamente per durezza si intende un valore che esprime il contenuto di sali (ioni) di calcio e magnesio oltre che di eventuali metalli pesanti. Esistono diversi tipi di durezza dell'acqua, cerchiamo di capire di cosa si tratta:
La "durezza temporanea" è causata dal bicarbonato di calcio e dal bicarbonato magnesio. Il suo nome deriva dal fatto che queste due molecole vengono distrutte durante l'ebollizione. Infatti con il calore vengono trasformate in carbonato insolubile, cioè il deposito a noi noto con il nome di calcare, notoriamente visibile su pentole e serpentine scalda acqua presenti nelle lavatrici, scaldabagni e lavastoviglie. Questo tipo di durezza, se eccessiva, causa uno sgradevole aspetto, torbido e schiumoso, al tè e al caffè.
Dunque ricapitolando si può dire che i sali responsabile della durezza temporanea, bicarbonati di magnesio e calcio, sono solubili in acqua ma, a temperature elevate precipitano formando incrostazioni.
Per durezza permanente si intende quella causata da tutti i sali rimasti in soluzione (disciolti) dopo prolungata ebollizione. Prevalentemente solfati o cloruri di calcio e magnesio.
Queste sostanze apportano all'acqua il suo gusto caratteristico ma non provocano depositi di calcare quando l'acqua viene riscaldata.
La durezza totale non è altro che la somma delle due durezze. Ovvero la "durezza temporanea" data dai sali che precipitano (formano depositi) con l’ebollizione, più la "durezza permanente" data dai sali che non si depositano scaldando l’acqua.
Dunque possiamo dire che la durezza totale è data da tutti i sali disciolti in acqua.
La durezza dell'acqua viene misurata generalmente in gradi francesi: °f (esistono anche i gradi tedeschi).
Un grado francese corrisponde a 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro d’ acqua. Dunque i gradi francesi danno una misura indicativa della durezza temporanea,
ed a seconda del valore le acque vengono così classificate:
durezza (°f) minore di 7 --> molto dolci
durezza (°f) da 7 a 14 --> dolci
durezza (°f) da 15 a 22 --> poco dure
durezza (°f) da 23 a 32 --> mediamente dure
durezza (°f) da 33 a 54 --> dure
durezza (°f) maggiore di 54 --> molto dure
L’acqua di piscina deve essere non troppo dolce, ne troppo dura. Infatti un’acqua troppo dura tende a lasciare depositi calcarei sulle superfici e nelle tubazioni. Mentre un’acqua troppo dolce è di solito eccessivamente aggressiva e può dunque favorire la dissoluzione delle malte frapposta tra le piastrelle o corrodere componenti metallici. Si consiglia pertanto una durezza compresa tra i 15°f e i 25°f
Così come avviane per il pH, dove si possono acquistare preparati mirati per alzarlo o abbassarlo; anche per la durezza si possono usare prodotti specifici per correggerlo.
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